Comprare i caccia fa bene
Mentre il Parlamento italiano si prepara a discutere ancora di F-35 (prossimo appuntamento lunedì in Senato), in Giappone l’aumento di spesa pubblica, e quindi anche del budget militare, funziona come energizzante dell’economia. Shinzo Abe, premier dallo scorso dicembre e artefice di quella che ormai viene internazionalmente riconosciuta con il nome di Abenomics, si prepara ad affrontare le elezioni alla Camera alta del 21 luglio con il consenso di molti osservatori economici (vedi Bloomberg dell’11 luglio: “Japanese stocks are the biggest winners in the world this year”).
10 AGO 20

Mentre il Parlamento italiano si prepara a discutere ancora di F-35 (prossimo appuntamento lunedì in Senato), in Giappone l’aumento di spesa pubblica, e quindi anche del budget militare, funziona come energizzante dell’economia. Shinzo Abe, premier dallo scorso dicembre e artefice di quella che ormai viene internazionalmente riconosciuta con il nome di Abenomics, si prepara ad affrontare le elezioni alla Camera alta del 21 luglio con il consenso di molti osservatori economici (vedi Bloomberg dell’11 luglio: “Japanese stocks are the biggest winners in the world this year”). Abe è pronto a iniziare in autunno il processo di modifica della Costituzione post bellica, quella che gli impedisce di avere delle Forze armate (“spendiamo molti soldi per un esercito e siamo l’unico paese a non poter chiamarlo ‘esercito’, perché?”). Lo stesso aumento del budget della Difesa – un aumento che avviene per la prima volta dal 2003, +0,8 per cento per un totale di 4,68 miliardi di yen nell’anno fiscale in corso – è agevolato dalla politica monetaria della Banca centrale giapponese influenzata dal motto dell’Abenomics, spendere spendere spendere. Il primo, lunghissimo libro bianco del ministero della Difesa del governo Abe, pubblicato la scorsa settimana, riporta le necessità di ampliare il sistema difensivo giapponese viste le tensioni con i vicini, in particolare Cina e Corea del nord, e stringere legami sempre più forti con le Forze armate statunitensi. Tokyo avrebbe stanziato parte dei fondi del bilancio di quest’anno anche per esaminare l’acquisizione di droni americani e di Bell Boeing V-22 Osprey, in dotazione ai marines.
Lunedì a Palazzo Madama si terrà la discussione sulle mozioni contro la partecipazione dell’Italia al programma Joint Strike Fighter, lanciato negli anni Novanta dagli Stati Uniti assieme a otto paesi alleati e confermato dalle commissioni Esteri di Senato e Camera nel 2009. Per l’Italia si tratta di una spesa di 13 miliardi di euro entro il 2047 per la produzione e l’acquisto di novanta F-35. Una spesa intollerabile per le anime belle del pacifismo italiota, che si manifesta prevalentemente online, e che ha costretto il governo ad annullare la cerimonia d’inaugurazione dell’impianto di assemblaggio di Cameri (Novara). Certo, l’Italia non può stampare moneta, ma non sembra un motivo sufficiente per sfigurare agli occhi dei nostri alleati.
Lunedì a Palazzo Madama si terrà la discussione sulle mozioni contro la partecipazione dell’Italia al programma Joint Strike Fighter, lanciato negli anni Novanta dagli Stati Uniti assieme a otto paesi alleati e confermato dalle commissioni Esteri di Senato e Camera nel 2009. Per l’Italia si tratta di una spesa di 13 miliardi di euro entro il 2047 per la produzione e l’acquisto di novanta F-35. Una spesa intollerabile per le anime belle del pacifismo italiota, che si manifesta prevalentemente online, e che ha costretto il governo ad annullare la cerimonia d’inaugurazione dell’impianto di assemblaggio di Cameri (Novara). Certo, l’Italia non può stampare moneta, ma non sembra un motivo sufficiente per sfigurare agli occhi dei nostri alleati.